Quiz: Fondamenti di diritto civile — 35 domande

Domande e risposte dettagliate

1. Quale distinzione descrive correttamente il rapporto tra diritto oggettivo e diritto soggettivo?

Il diritto oggettivo indica una facoltà individuale, mentre quello soggettivo stabilisce le sanzioni dell’ordinamento.
Il diritto oggettivo comprende le norme vigenti, mentre quello soggettivo attribuisce a un individuo un potere per tutelare un interesse.
Il diritto oggettivo riguarda i rapporti privati, mentre quello soggettivo disciplina l’esercizio del potere pubblico.
Il diritto oggettivo tutela un interesse individuale, mentre quello soggettivo comprende tutte le norme vigenti.

Il diritto oggettivo comprende le norme vigenti, mentre quello soggettivo attribuisce a un individuo un potere per tutelare un interesse.

Spiegazione

Il diritto oggettivo è l’insieme delle norme giuridiche vigenti, mentre il diritto soggettivo è il potere riconosciuto al singolo per proteggere un interesse individuale. La seconda alternativa inverte precisamente i contenuti delle due nozioni.

2. In quali due grandi ambiti si articola principalmente il diritto oggettivo?

Nel diritto pubblico e nel diritto privato.
Nel diritto individuale e nel diritto collettivo.
Nel diritto naturale e nel diritto internazionale.
Nel diritto processuale e nel diritto amministrativo.

Nel diritto pubblico e nel diritto privato.

Spiegazione

Il diritto oggettivo si suddivide principalmente in diritto pubblico e diritto privato. Le altre coppie indicano categorie giuridiche diverse o classificazioni non corrispondenti a questa articolazione fondamentale.

3. Quale situazione rappresenta meglio l’ambito tipico del diritto pubblico?

Due persone stipulano un contratto per soddisfare interessi individuali in posizione paritaria.
Un’impresa acquista una merce da un’altra impresa alle condizioni concordate.
Due privati stabiliscono autonomamente il contenuto di un accordo economico.
Un’autorità esercita un potere nei confronti dei cittadini per perseguire un interesse collettivo.

Un’autorità esercita un potere nei confronti dei cittadini per perseguire un interesse collettivo.

Spiegazione

Il diritto pubblico opera tipicamente quando un soggetto dotato di potere autoritativo persegue un interesse collettivo. Le altre situazioni descrivono rapporti tra soggetti considerati sul piano della parità giuridica, caratteristici del diritto privato.

4. Perché l’interesse tutelato e i soggetti coinvolti non bastano sempre a distinguere diritto pubblico e diritto privato?

Perché ogni rapporto dello Stato appartiene al diritto pubblico e ogni rapporto tra privati appartiene al diritto privato.
Perché i rapporti di lavoro subordinato sono sempre caratterizzati da una piena parità giuridica.
Perché lo Stato può agire senza poteri autoritativi e tra privati possono esistere rapporti giuridicamente diseguali.
Perché la distinzione dipende esclusivamente dal valore economico dell’interesse considerato.

Perché lo Stato può agire senza poteri autoritativi e tra privati possono esistere rapporti giuridicamente diseguali.

Spiegazione

La distinzione non è risolutiva in base ai soli soggetti o interessi, poiché lo Stato può comportarsi come un privato e un rapporto tra privati, come il lavoro subordinato, può essere diseguale. La seconda alternativa ignora proprio queste eccezioni indicate dalla classificazione.

5. In quale periodo storico si consolidò la distinzione tra diritto pubblico e diritto privato?

Nel XVIII secolo, con l’espansione delle corporazioni professionali.
Nel XX secolo, con la diffusione delle costituzioni sociali.
Nel XIX secolo, con lo Stato liberale e la codificazione.
Nel Medioevo, con la frammentazione politica e i diritti consuetudinari.

Nel XIX secolo, con lo Stato liberale e la codificazione.

Spiegazione

La distinzione tra diritto pubblico e privato si consolidò nel XIX secolo, in connessione con lo Stato liberale e i processi di codificazione. Le altre periodizzazioni non corrispondono al momento storico indicato per il consolidamento di questa separazione.

6. Quale trasformazione caratterizzò l’intervento dello Stato nell’economia durante la rivoluzione industriale?

Lo Stato ridusse la propria presenza economica affidando le infrastrutture a iniziative completamente private.
Lo Stato creò imprese pubbliche, realizzò infrastrutture e sviluppò forme di gestione mista con i privati.
Lo Stato sostituì ogni impresa privata con strutture pubbliche sottoposte a gestione uniforme.
Lo Stato concentrò le proprie attività sulla codificazione senza partecipare alla produzione o ai servizi.

Lo Stato creò imprese pubbliche, realizzò infrastrutture e sviluppò forme di gestione mista con i privati.

Spiegazione

Durante la rivoluzione industriale lo Stato ampliò il proprio ruolo economico creando imprese pubbliche, costruendo infrastrutture e sperimentando gestioni miste pubblico-private. L’ultima alternativa è errata perché descrive una sostituzione completa dell’iniziativa privata, non una collaborazione tra i due ambiti.

7. Quale distinzione descrive correttamente le fonti di produzione e le fonti di cognizione?

Le prime pubblicano le norme, mentre le seconde stabiliscono il loro contenuto
Le prime creano le norme, mentre le seconde le pubblicano e le rendono conoscibili
Le prime applicano le norme, mentre le seconde ne disciplinano l’entrata in vigore
Le prime interpretano le norme, mentre le seconde ne verificano la validità

Le prime creano le norme, mentre le seconde le pubblicano e le rendono conoscibili

Spiegazione

Le fonti di produzione sono i procedimenti da cui nascono le norme; le fonti di cognizione sono i documenti che le pubblicano e le rendono conoscibili. Confondere la pubblicazione con la creazione della norma attribuisce alle fonti di cognizione una funzione che appartiene alle fonti di produzione.

8. Quale caratteristica distingue principalmente il modello italiano delle fonti del diritto civile?

La centralità delle consuetudini locali, superiori alle disposizioni codificate
Il ruolo prevalente delle decisioni giudiziarie, raccolte in precedenti vincolanti
Il ruolo prevalente della legge scritta, con il Codice civile come riferimento principale
La prevalenza degli accordi privati, utilizzati per formare le regole generali

Il ruolo prevalente della legge scritta, con il Codice civile come riferimento principale

Spiegazione

Il sistema italiano privilegia la legge scritta e considera il Codice civile il principale riferimento dell’ordinamento civile. L’importanza attribuita ai precedenti giudiziari caratterizza maggiormente i sistemi di common law.

9. Un giudice deve interpretare una norma ordinaria potenzialmente incompatibile con un principio costituzionale: quale regola gerarchica deve guidare la valutazione?

La Costituzione prevale e orienta l’attività legislativa, amministrativa e giurisdizionale
La norma ordinaria prevale perché disciplina in modo più dettagliato il caso concreto
L’atto amministrativo prevale quando è stato emanato dopo la norma costituzionale
La prassi giudiziaria prevale perché adatta la regola alle circostanze del procedimento

La Costituzione prevale e orienta l’attività legislativa, amministrativa e giurisdizionale

Spiegazione

La Costituzione occupa il vertice della gerarchia delle fonti e orienta anche l’attività giurisdizionale. Il maggiore dettaglio di una norma ordinaria non le consente di prevalere su un principio costituzionale.

10. Per quale ragione il Codice civile del 1865 risultò progressivamente inadeguato?

Era fondato sulla prevalenza del commercio internazionale e trascurava la disciplina della proprietà agricola
Era ispirato al modello napoleonico e tutelava soprattutto la proprietà fondiaria in un’economia industriale crescente
Era orientato alla tutela del lavoro subordinato e limitava lo sviluppo della proprietà privata
Era stato concepito per un’economia digitale e non regolava adeguatamente i rapporti industriali

Era ispirato al modello napoleonico e tutelava soprattutto la proprietà fondiaria in un’economia industriale crescente

Spiegazione

Il Codice del 1865, ispirato al modello napoleonico, proteggeva soprattutto la proprietà fondiaria e non rispondeva bene alla crescita industriale. L’inadeguatezza derivava quindi dal mutamento economico e non da un’impostazione rivolta all’economia digitale o al diritto del lavoro.

11. Quale innovazione caratterizzò il Codice civile italiano del 1942 rispetto alla precedente impostazione?

Unificò il diritto civile e commerciale, superando la distinzione tra cittadini e imprenditori
Ripristinò la centralità della proprietà fondiaria come base dell’ordinamento economico
Limitò la disciplina ai rapporti patrimoniali, lasciando il lavoro a regolazioni settoriali
Separò più nettamente il diritto civile dal commerciale, mantenendo regole diverse per gli imprenditori

Unificò il diritto civile e commerciale, superando la distinzione tra cittadini e imprenditori

Spiegazione

Il Codice del 1942 unificò il diritto civile e commerciale e superò la distinzione tra cittadini e imprenditori, in collegamento con i principi di unità nazionale, produttività e ordine sociale. La separazione tra diritto civile e commerciale rappresenta invece l’impostazione opposta.

12. In quale data è entrata in vigore la Costituzione italiana?

Il 1° gennaio 1948, dopo la nascita della Repubblica nel 1946
Il 25 aprile 1945, alla conclusione della guerra di liberazione
Il 1° gennaio 1947, durante la transizione istituzionale
Il 2 giugno 1946, contemporaneamente alla nascita della Repubblica

Il 1° gennaio 1948, dopo la nascita della Repubblica nel 1946

Spiegazione

La Costituzione italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, mentre la Repubblica era nata nel 1946. Il 2 giugno 1946 è collegato alla scelta istituzionale tra monarchia e Repubblica, non all’entrata in vigore della Costituzione.

13. Quale situazione esprime la differenza tra uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale prevista dall’articolo 3?

La rimozione degli ostacoli economici consente di applicare regole giuridiche diverse senza giustificazione
L’uguaglianza sostanziale riguarda i rapporti privati, mentre quella formale concerne le sole istituzioni
Il divieto di discriminazioni giuridiche si accompagna a interventi per rimuovere ostacoli sociali ed economici
La parità davanti alla legge esclude interventi pubblici destinati a compensare svantaggi sociali

Il divieto di discriminazioni giuridiche si accompagna a interventi per rimuovere ostacoli sociali ed economici

Spiegazione

L’articolo 3 combina l’uguaglianza formale, che vieta discriminazioni giuridiche, con l’uguaglianza sostanziale, che richiede interventi contro gli ostacoli sociali ed economici. È quindi errato interpretare la parità davanti alla legge come esclusione di tali interventi.

14. Quale abbinamento tra organo dello Stato e funzione è corretto?

Il Presidente della Repubblica esercita il potere esecutivo e il Parlamento garantisce l’unità nazionale
Il Parlamento esercita il potere legislativo e la Corte costituzionale controlla la legittimità delle leggi
Il Governo esercita il potere giudiziario e la Magistratura svolge la funzione legislativa
La Corte costituzionale esercita il potere legislativo e il Governo giudica la legittimità delle leggi

Il Parlamento esercita il potere legislativo e la Corte costituzionale controlla la legittimità delle leggi

Spiegazione

Il Parlamento svolge la funzione legislativa, mentre la Corte costituzionale controlla la legittimità delle leggi; il Governo esercita la funzione esecutiva e la Magistratura quella giudiziaria. La garanzia dell’unità nazionale spetta invece al Presidente della Repubblica.

15. Come si distingue la fattispecie astratta dalla fattispecie concreta?

La prima considera la volontà delle parti, mentre la seconda riguarda gli effetti prodotti dalla legge
La prima descrive gli effetti della sentenza, mentre la seconda stabilisce la sanzione applicabile
La prima riguarda un fatto realmente verificatosi, mentre la seconda indica il caso generale previsto dalla legge
La prima indica il caso generale previsto dalla legge, mentre la seconda riguarda un fatto realmente verificatosi

La prima indica il caso generale previsto dalla legge, mentre la seconda riguarda un fatto realmente verificatosi

Spiegazione

La fattispecie astratta è il modello generale previsto dalla norma, mentre quella concreta consiste nella realizzazione effettiva del fatto. Confondere i due concetti significa attribuire alla fattispecie astratta un evento già verificatosi nella realtà.

16. Una norma subordina un effetto giuridico alla conclusione di un contratto e alla consegna del bene: quale tipo di fattispecie descrive?

Una fattispecie semplice, perché l’effetto deriva da una sola disposizione normativa
Una fattispecie concreta, perché la consegna riguarda un comportamento realmente compiuto
Una fattispecie astratta, perché ogni contratto produce effetti giuridici generali
Una fattispecie complessa, perché richiede la presenza collegata di più fatti

Una fattispecie complessa, perché richiede la presenza collegata di più fatti

Spiegazione

La fattispecie è complessa quando l’effetto giuridico dipende dalla contemporanea presenza di più fatti collegati, come il contratto e la consegna. La qualificazione come astratta riguarda invece il modo in cui il fatto è previsto dalla norma, non il numero degli elementi richiesti.

17. Di fronte a un caso non disciplinato da una norma specifica, quale metodo ricorre ai principi generali dell’ordinamento?

L’interpretazione teleologica, che ricostruisce lo scopo perseguito dalla disposizione
L’interpretazione letterale, che attribuisce rilievo al significato ordinario delle parole
L’analogia legis, che estende una norma simile al caso non regolato
L’analogia iuris, che utilizza i principi generali dell’ordinamento

L’analogia iuris, che utilizza i principi generali dell’ordinamento

Spiegazione

L’analogia iuris colma la lacuna ricorrendo ai principi generali dell’ordinamento. L’analogia legis, invece, applica al caso non disciplinato una norma prevista per una situazione simile.

18. Quale caratteristica distingue il fatto giuridico in senso stretto dall’atto giuridico?

Il fatto giuridico in senso stretto richiede un accordo tra parti, mentre l’atto giuridico nasce da un evento naturale
Il fatto giuridico in senso stretto esprime una volontà diretta a creare effetti, mentre l’atto giuridico ne prescinde
Il fatto giuridico in senso stretto produce effetti indipendentemente dalla volontà, mentre l’atto giuridico è volontario
Il fatto giuridico in senso stretto dipende da una dichiarazione, mentre l’atto giuridico deriva da circostanze casuali

Il fatto giuridico in senso stretto produce effetti indipendentemente dalla volontà, mentre l’atto giuridico è volontario

Spiegazione

Il fatto giuridico in senso stretto produce conseguenze giuridiche senza che siano determinate dalla volontà della persona, mentre l’atto giuridico è un’azione volontaria orientata a tali conseguenze. L’idea che il fatto giuridico richieda una dichiarazione confonde la sua natura con quella dell’atto.

19. Un testamento, formato dalla volontà di una sola parte per produrre effetti giuridici, è quale tipo di negozio?

Un negozio unilaterale, perché proviene dalla volontà di una sola parte
Un negozio bilaterale, perché ogni effetto giuridico presuppone due soggetti
Un negozio plurilaterale, perché coinvolge più interessi nella successione
Un fatto giuridico in senso stretto, perché gli effetti seguono alla morte

Un negozio unilaterale, perché proviene dalla volontà di una sola parte

Spiegazione

Il negozio unilaterale proviene da una sola parte, anche quando produce effetti nei confronti di altri soggetti. La morte può essere collegata agli effetti del testamento, ma non trasforma la volontà testamentaria in un fatto giuridico indipendente dalla volontà.

20. Che cosa indica la capacità giuridica di una persona?

La possibilità astratta di essere titolare di diritti e doveri, acquisita alla nascita
La facoltà di esercitare personalmente ogni diritto senza rappresentanza legale
La temporanea idoneità a intendere e volere durante il compimento di un atto
La possibilità concreta di compiere validamente atti giuridici, acquisita a diciotto anni

La possibilità astratta di essere titolare di diritti e doveri, acquisita alla nascita

Spiegazione

La capacità giuridica riguarda l’idoneità a essere titolari di diritti e doveri e si acquista con la nascita. La capacità di compiere validamente atti giuridici appartiene invece alla capacità di agire, collegata alla maggiore età.

21. A quale età si acquista, in generale, la capacità di agire?

Alla nascita, insieme alla titolarità di diritti e doveri
Quando la persona conclude il suo primo atto giuridico
A diciotto anni, quando si raggiunge la maggiore età
Quando viene riconosciuta come soggetto dall’autorità giudiziaria

A diciotto anni, quando si raggiunge la maggiore età

Spiegazione

La capacità di agire è l’idoneità concreta a compiere validamente atti giuridici e si acquista con la maggiore età, fissata a diciotto anni. La nascita attribuisce invece la capacità giuridica, che riguarda la titolarità di diritti e doveri.

22. Quale riforma ha adeguato il diritto di famiglia italiano all’uguaglianza tra coniugi e alla tutela dei figli nati fuori dal matrimonio?

La legge 151 del 1975
La legge 76 del 2016
La legge 898 del 1970
La legge 184 del 1983

La legge 151 del 1975

Spiegazione

La legge 151 del 1975 ha riformato il diritto di famiglia valorizzando l’uguaglianza tra i coniugi e la tutela dei figli nati fuori dal matrimonio. La legge 898 del 1970 riguarda invece principalmente lo scioglimento del matrimonio.

23. Una persona riceve per successione un appartamento specificamente indicato nel testamento, senza subentrare negli altri rapporti patrimoniali del defunto: quale posizione assume?

Quella di legatario, perché riceve un bene determinato
Quella di coerede, perché partecipa alla successione
Quella di erede, perché acquista un diritto patrimoniale
Quella di rappresentante, perché agisce per il defunto

Quella di legatario, perché riceve un bene determinato

Spiegazione

Il legatario succede a titolo particolare e riceve beni o diritti specifici, come l’appartamento indicato. L’erede, invece, subentra a titolo universale nei rapporti patrimoniali trasferibili del defunto.

24. Quale elemento caratterizza il contratto ai sensi dell’articolo 1321 del Codice civile?

È un accordo tra almeno due parti su un rapporto giuridico patrimoniale
È una dichiarazione individuale relativa a rapporti personali e familiari
È una convivenza stabile che produce effetti nella vita familiare
È una decisione pubblica che attribuisce diritti senza accordo

È un accordo tra almeno due parti su un rapporto giuridico patrimoniale

Spiegazione

Il contratto è l’accordo tra due o più parti volto a costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Una dichiarazione individuale o un rapporto personale e familiare non presenta questa struttura contrattuale.

25. Quale conseguenza produce la mancanza di un elemento essenziale del contratto?

La trasformazione in un atto unilaterale
La sua efficacia provvisoria
La nullità del contratto
La semplice riduzione del prezzo

La nullità del contratto

Spiegazione

La mancanza di un elemento essenziale, come l’accordo, la causa o un oggetto possibile e lecito, rende nullo il contratto. L’assenza di tali requisiti non determina una mera riduzione del prezzo né la conversione automatica in un atto unilaterale.

26. Quando si conclude normalmente un contratto formato mediante proposta e accettazione?

Quando l’accettante inizia a valutare la proposta ricevuta
Quando l’accettazione modifica alcuni termini della proposta
Quando il proponente formula una proposta ancora incompleta
Quando il proponente viene a conoscenza dell’accettazione conforme

Quando il proponente viene a conoscenza dell’accettazione conforme

Spiegazione

La formazione ordinaria richiede una proposta completa e chiara, seguita da un’accettazione conforme, e il contratto si conclude quando il proponente ne viene a conoscenza. Un’accettazione che modifica i termini non è conforme alla proposta originaria.

27. Quale differenza distingue correttamente nullità e annullabilità del contratto?

La nullità dipende da uno stato di bisogno; l’annullabilità deriva da ogni squilibrio economico originario
La nullità opera dall’inizio e può essere fatta valere da chiunque; l’annullabilità richiede l’azione della parte interessata e si prescrive in cinque anni
La nullità scioglie il contratto per inadempimento; l’annullabilità riguarda l’impossibilità sopravvenuta della prestazione
La nullità tutela una parte specifica e si prescrive in cinque anni; l’annullabilità opera dall’inizio per chiunque

La nullità opera dall’inizio e può essere fatta valere da chiunque; l’annullabilità richiede l’azione della parte interessata e si prescrive in cinque anni

Spiegazione

La nullità rende il contratto inefficace fin dall’origine, può essere fatta valere da chiunque e non è soggetta a prescrizione, mentre l’annullabilità protegge un interesse particolare e si prescrive in cinque anni. La rescissione e la risoluzione riguardano invece situazioni diverse, come l’iniquità originaria o i problemi sopravvenuti nel rapporto.

28. Quale rimedio riguarda un contratto concluso in condizioni inique per stato di pericolo o di bisogno?

La rescissione, perché considera l’iniquità originaria della conclusione
La risoluzione, perché deriva da un inadempimento successivo
L’annullabilità, perché protegge ogni parte da una prestazione onerosa
La nullità, perché ogni squilibrio economico elimina il contratto

La rescissione, perché considera l’iniquità originaria della conclusione

Spiegazione

La rescissione tutela chi ha concluso il contratto in condizioni inique determinate da stato di pericolo o di bisogno. La risoluzione riguarda invece difficoltà sorte nel rapporto, come inadempimento, impossibilità sopravvenuta o eccessiva onerosità sopravvenuta.

29. In un rapporto obbligatorio, quale posizione occupano rispettivamente debitore e creditore?

Entrambi occupano una posizione attiva e possono esigere la prestazione
Entrambi occupano una posizione passiva e devono eseguire la prestazione
Il debitore ha la posizione passiva, mentre il creditore può esigere la prestazione
Il debitore ha la posizione attiva, mentre il creditore deve eseguire la prestazione

Il debitore ha la posizione passiva, mentre il creditore può esigere la prestazione

Spiegazione

Il debitore è tenuto a eseguire la prestazione, mentre il creditore ha il diritto di pretenderla. L’idea che il debitore possa esigere la prestazione confonde i ruoli delle parti nel rapporto obbligatorio.

30. Quale combinazione descrive correttamente i requisiti della prestazione e la natura dell’interesse del creditore?

La prestazione deve essere possibile, lecita, determinata o determinabile e valutabile economicamente; l’interesse può anche essere non economico
La prestazione deve essere determinata in modo preciso e l’interesse del creditore deve consistere in un vantaggio patrimoniale
La prestazione deve essere lecita e non necessariamente valutabile economicamente; l’interesse deve invece avere natura economica
La prestazione deve essere possibile e valutabile economicamente, mentre l’interesse deve coincidere con il valore della prestazione

La prestazione deve essere possibile, lecita, determinata o determinabile e valutabile economicamente; l’interesse può anche essere non economico

Spiegazione

La prestazione deve possedere requisiti di possibilità, liceità, determinabilità e valutabilità economica, mentre l’interesse del creditore può essere anche non patrimoniale. Confondere il valore economico della prestazione con quello dell’interesse conduce a richiedere erroneamente un interesse patrimoniale.

31. Quale distinzione tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale è corretta?

Entrambe nascono da fatti illeciti, ma la responsabilità contrattuale riguarda obblighi patrimoniali e dura dieci anni
Entrambe derivano dall’inadempimento contrattuale, ma la prima si prescrive in cinque anni e la seconda in dieci anni
La prima deriva dall’inadempimento di un’obbligazione e si prescrive in dieci anni; la seconda nasce da un fatto illecito e si prescrive in cinque anni
La prima nasce da un fatto illecito e si prescrive in cinque anni; la seconda deriva da un contratto e si prescrive in dieci anni

La prima deriva dall’inadempimento di un’obbligazione e si prescrive in dieci anni; la seconda nasce da un fatto illecito e si prescrive in cinque anni

Spiegazione

La responsabilità contrattuale presuppone l’inadempimento di un’obbligazione contrattuale e ha un termine di prescrizione decennale, mentre quella extracontrattuale deriva da un fatto illecito e si prescrive in cinque anni. L’inversione delle origini e dei termini confonde i due regimi di responsabilità.

32. Che cosa si intende per bene ai sensi dell’articolo 810 del Codice civile?

Ogni utilità economicamente valutabile appartenente a un soggetto
Ogni cosa che può formare oggetto di diritti
Ogni rapporto obbligatorio tra creditore e debitore
Ogni potere giuridico esercitabile su una cosa

Ogni cosa che può formare oggetto di diritti

Spiegazione

Il bene è una cosa suscettibile di costituire oggetto di diritti. Definire il bene come potere giuridico significa invece descrivere il diritto, non la cosa sulla quale esso può essere esercitato.

33. Quale situazione caratterizza un diritto reale rispetto a un diritto di credito?

Il titolare esercita un potere diretto sul bene, opponibile a chiunque, senza dipendere dalla prestazione di un debitore determinato
Il titolare esercita un potere sul bene soltanto dopo che un soggetto determinato ha eseguito la propria prestazione
Il titolare può pretendere una prestazione personale da un debitore determinato, con effetti verso chiunque
Il titolare dispone di un rapporto obbligatorio rivolto alla generalità dei soggetti, esercitato mediante un bene

Il titolare esercita un potere diretto sul bene, opponibile a chiunque, senza dipendere dalla prestazione di un debitore determinato

Spiegazione

Il diritto reale attribuisce un potere immediato sul bene ed è opponibile a tutti, mentre il diritto di credito richiede la prestazione di un debitore individuato. La pretesa verso un debitore determinato descrive quindi il diritto di credito, non quello reale.

34. Quale contenuto appartiene al diritto di proprietà?

Esigere da un debitore determinato una prestazione relativa al bene, secondo il rapporto obbligatorio
Esercitare sul bene un potere temporaneo definito da un contratto, senza i limiti previsti dall’ordinamento
Godere e disporre del bene in modo pieno ed esclusivo, nel rispetto dei limiti e degli obblighi stabiliti dall’ordinamento
Ottenere l’opponibilità ai terzi attraverso la trascrizione, senza poter utilizzare o trasferire il bene

Godere e disporre del bene in modo pieno ed esclusivo, nel rispetto dei limiti e degli obblighi stabiliti dall’ordinamento

Spiegazione

La proprietà comprende il godimento e la disposizione piena ed esclusiva del bene, ma entro i limiti e gli obblighi previsti dall’ordinamento. La trascrizione riguarda invece la conoscibilità e l’opponibilità di determinati atti, non il contenuto generale della proprietà.

35. Qual è la funzione principale della trascrizione degli atti relativi a immobili e mobili registrati?

Rendere gli atti conoscibili ai terzi e consentirne l’opponibilità, senza creare il diritto
Sostituire il contratto di vendita e determinare il contenuto del diritto trasferito
Costituire il diritto sul bene, anche quando l’atto non è valido tra le parti
Trasferire automaticamente la proprietà al primo soggetto che presenta l’atto

Rendere gli atti conoscibili ai terzi e consentirne l’opponibilità, senza creare il diritto

Spiegazione

La trascrizione svolge una funzione di pubblicità: rende l’atto conoscibile ai terzi e ne permette l’opponibilità, ma non crea il diritto. Attribuirle un effetto costitutivo confonde la pubblicità dichiarativa con la nascita del diritto.

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Che cosa comprende il diritto oggettivo?

L'insieme delle norme giuridiche in vigore in un ordinamento.

Che cosa è il diritto soggettivo?

Il potere riconosciuto a un soggetto dalla norma per tutelare un interesse individuale.

Come si articola principalmente il diritto oggettivo?

In diritto pubblico e diritto privato.

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