Come fare uno schema per studiare (con esempio completo)
Aggiornato il · Scritto da Revizly
Uno schema per studiare riduce un capitolo alle sue idee principali e mostra come sono collegate, in una pagina. Si fa in sei passaggi: leggere tutto, trovare il tema centrale, scegliere le parole chiave, ordinarle per importanza, collegarle e poi usarlo per interrogarsi.
Cos'è uno schema riassuntivo
Uno schema riassuntivo è una rappresentazione sintetica di un argomento: poche parole chiave, disposte in modo da far vedere la gerarchia (cosa contiene cosa) e i legami (cosa causa cosa).
Un riassunto racconta l'argomento con frasi complete; uno schema lo scompone. Guardandolo devi capire in pochi secondi qual è il tema, quali sono le sue parti e come si collegano. Per questo lo schema è lo strumento ideale nei giorni che precedono la verifica o l'esame: non lo rileggi, lo usi come traccia per ricostruire a voce quello che sai.
Nella scuola italiana la parola «schema» copre forme diverse: lo schema a elenco con rientri, la tabella di confronto, la linea del tempo, la mappa concettuale e la mappa mentale. Non esiste lo schema giusto in assoluto: esiste quello adatto all'argomento.
I tipi di schema e quando usarli
Usa lo schema gerarchico per argomenti con parti e sottoparti, la tabella per confrontare, la linea del tempo per la storia, la mappa concettuale per i rapporti tra concetti e la mappa mentale per le idee attorno a un tema.
La mappa concettuale, nella definizione di Joseph Novak e Alberto Cañas, ha una caratteristica precisa: i concetti sono uniti da frecce con una parola-legame («produce», «avviene in», «è formato da») in modo che ogni coppia si legga come una frase. È più lenta da costruire, ma obbliga a capire i rapporti. La mappa mentale è più libera e veloce, utile per raccogliere idee.
| Tipo di schema | Com'è fatto | Ideale per |
|---|---|---|
| Gerarchico (a elenco) | Titolo, punti principali, sottopunti rientrati | Capitoli di scienze, diritto, economia |
| Tabella di confronto | Righe = elementi, colonne = criteri | Confrontare autori, correnti, istituti, organi |
| Linea del tempo | Date in ordine su un asse, con eventi e cause | Storia, storia dell'arte, letteratura |
| Mappa concettuale | Concetti in riquadri, frecce con parole-legame | Rapporti di causa, processi, definizioni collegate |
| Mappa mentale | Tema al centro, rami che si diramano | Brainstorming, temi, ripasso di un autore |
Come fare uno schema in 6 passaggi
Leggi tutto prima di scrivere, individua il tema centrale, estrai le parole chiave, ordinale dalla più generale alla più specifica, collega i concetti con frecce o rientri e verifica lo schema interrogandoti.
1. Leggi tutto il capitolo prima di scrivere
Se inizi lo schema alla prima riga, finisci per copiare il libro. Fai una prima lettura completa, anche veloce, guardando titoli, sottotitoli, parole in grassetto, figure e domande di fine capitolo: ti dicono già come l'autore ha organizzato l'argomento.
2. Trova il tema centrale
Scrivi in alto, in una frase o in poche parole, di cosa parla il capitolo. Se non ci riesci, non hai ancora capito l'argomento: torna al testo prima di andare avanti.
3. Scegli le parole chiave
Sottolinea solo nomi, concetti, date e termini tecnici indispensabili: una o due parole per idea, mai frasi intere. Una buona regola è che ogni parola chiave debba «far ricordare» un paragrafo.
4. Ordina dal generale al particolare
Raggruppa le parole chiave in due, tre o quattro blocchi principali, poi metti sotto ciascuno i dettagli. Se un blocco ha dieci sottopunti, probabilmente va diviso.
5. Collega
Usa rientri, frecce, colori o parole-legame per mostrare i rapporti. Due colori al massimo: uno per le parti, uno per le cause o le conseguenze. Uno schema troppo decorato è bello da vedere e lento da usare.
6. Usalo per interrogarti
Copri lo schema, prova a ricostruirlo a memoria su un foglio bianco, poi confronta. Oppure parti da ogni parola chiave e spiegala a voce come all'interrogazione. È questo passaggio che trasforma lo schema in memoria.
Esempio completo: lo schema della fotosintesi
Ecco un capitolo di biologia delle superiori ridotto a schema gerarchico: definizione, equazione, luogo, fase luminosa, fase oscura (ciclo di Calvin) e importanza, ciascuno con due o tre parole chiave.
Nota come ogni riga contiene un'idea sola e come le frecce indicano la sequenza. Da qui puoi ricavare facilmente una tabella di confronto tra le due fasi (luogo, cosa entra, cosa esce) e alcune flashcard: «Dove avviene il ciclo di Calvin?», «Da dove viene l'ossigeno liberato?».
- Fotosintesi: processo con cui piante, alghe e cianobatteri trasformano energia luminosa in energia chimica.
- Equazione complessiva: 6 CO₂ + 6 H₂O + luce → C₆H₁₂O₆ + 6 O₂.
- Dove avviene: nei cloroplasti; pigmento principale: clorofilla.
- Fase luminosa (membrane dei tilacoidi): la luce eccita la clorofilla → fotolisi dell'acqua → si libera O₂ → si producono ATP e NADPH.
- Fase oscura o ciclo di Calvin (stroma): l'enzima RuBisCO fissa la CO₂ → con ATP e NADPH si formano zuccheri a tre atomi di carbonio → glucosio.
- Importanza: produce l'ossigeno che respiriamo e la materia organica alla base delle catene alimentari.
Lo schema basta per ricordare?
No. Fare lo schema aiuta a capire, ma per ricordare nel tempo serve interrogarsi e ripassare a intervalli: uno schema riletto dieci volte vale meno di uno schema ricostruito a memoria tre volte.
Uno studio pubblicato su Science da Jeffrey Karpicke e Janell Blunt (2011) ha confrontato studenti che costruivano mappe concettuali con studenti che, dopo aver letto, provavano a richiamare il testo a memoria. Alla verifica finale, anche con domande di ragionamento, chi si era interrogato ricordava di più, anche quando la verifica chiedeva proprio di disegnare una mappa. Il messaggio non è «non fare schemi», ma «non fermarti allo schema».
La sequenza più efficace è quindi: capire, schematizzare, poi usare lo schema come base per domande, flashcard e ripassi distribuiti nel tempo con la ripetizione dilazionata.
Schemi e DSA
Per molti studenti con DSA schemi e mappe sono strumenti compensativi concordati con la scuola o l'università. In questo caso conta che lo schema sia chiaro, con caratteri leggibili, poche parole e una struttura sempre uguale.
La legge 170 del 2010 riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia e prevede per gli studenti l'uso di strumenti compensativi. Quali siano, e se lo schema si possa usare durante verifiche ed esami, lo stabiliscono il Piano Didattico Personalizzato a scuola o i servizi per gli studenti con DSA del tuo ateneo: chiedi sempre prima.
Errori da evitare
Copiare frasi dal libro, mettere tutto sullo stesso livello, usare troppi colori, fare lo schema prima di aver capito e non usarlo mai per interrogarsi sono gli errori più comuni.
- Frasi intere al posto di parole chiave: diventa un riassunto scritto piccolo.
- Nessuna gerarchia: se tutto è in evidenza, niente lo è.
- Troppe informazioni su una pagina: meglio due schemi chiari che uno illeggibile.
- Decorazioni che rubano tempo senza aggiungere significato.
- Schema fatto e mai più usato: il valore arriva quando lo ricostruisci a memoria.
Schemi a mano o con un'app?
A mano lo schema ti costringe a scegliere e quindi a capire; con un'app risparmi tempo sui capitoli lunghi. Una buona soluzione è generarlo e poi correggerlo e ricostruirlo tu.
Se hai poco tempo e molte pagine, strumenti di intelligenza artificiale possono proporti una prima struttura a partire dal PDF o dalle slide. Revizly, per esempio, crea dal tuo corso uno schema riassuntivo testuale per sezioni, insieme a riassunto, flashcard e quiz; per le mappe concettuali grafiche esistono editor dedicati. In entrambi i casi, rileggi lo schema con il testo accanto e sistemalo: lo schema migliore è quello che hai fatto tuo.
Mettiti alla prova
Domanda 1 di 8
Qual è il primo passaggio per fare un buono schema?
Domanda 2 di 8
Quale schema è più adatto per confrontare tre correnti letterarie?
Domanda 3 di 8
Che cosa distingue una mappa concettuale secondo Novak?
Domanda 4 di 8
Nella fotosintesi, dove avviene il ciclo di Calvin?
Domanda 5 di 8
Da dove proviene l'ossigeno liberato dalla fotosintesi?
Domanda 6 di 8
Che cosa ha mostrato lo studio di Karpicke e Blunt (2011)?
Domanda 7 di 8
Quante idee dovrebbe contenere una riga di uno schema?
Domanda 8 di 8
Qual è il modo migliore di usare lo schema nei giorni prima dell'esame?
Crea il tuo materiale dal tuo corso
Accedi e carica il PDF, le foto o le slide del tuo corso: Revizly crea riassunto, schema, flashcard e quiz in circa 30 secondi. Il primo corso è gratis.
Accedi con Google e carica il tuo corsoPDF, foto, slide, DOCX o video YouTubeIl caricamento si apre dopo l'accessoDomande frequenti
Che differenza c'è tra schema e riassunto?
Il riassunto usa frasi complete e segue l'ordine del testo; lo schema usa parole chiave e mostra la struttura dell'argomento. Spesso conviene fare prima lo schema e poi, se serve, il riassunto.
Meglio uno schema a mano o al computer?
A mano ti obbliga a scegliere le parole e quindi a capire; al computer è più facile da correggere e condividere. Conta soprattutto che poi lo usi per interrogarti.
Quanto deve essere lungo uno schema?
Idealmente una pagina per capitolo. Se ne servono di più, dividi l'argomento in più schemi collegati.
Esiste un'app che fa gli schemi dal PDF?
Sì, diversi strumenti con intelligenza artificiale propongono uno schema a partire da un PDF. Revizly crea uno schema riassuntivo per sezioni dal tuo corso, dopo aver creato un account; rileggilo e correggilo sempre sul testo originale.
Fonti
- Novak J. D., Cañas A. J., The Theory Underlying Concept Maps and How to Construct and Use Them, IHMC
- Karpicke J. D., Blunt J. R. (2011), Retrieval practice produces more learning than elaborative studying with concept mapping, Science
- Dunlosky J. e coll. (2013), Improving Students' Learning With Effective Learning Techniques, Psychological Science in the Public Interest
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 (DSA), Gazzetta Ufficiale
Pagina creata con l'IA di Revizly a partire dalle fonti citate.