Come studiare velocemente e ricordare quello che studi

Aggiornato il · Scritto da Revizly

Per studiare velocemente non devi leggere più in fretta ma sprecare meno tempo: parti dalle domande d'esame, leggi una volta in modo attivo, sostituisci rilettura ed evidenziatore con l'autointerrogazione e ripassa a intervalli crescenti. Così servono meno ore per arrivare allo stesso risultato, e quello che studi resta fino all'esame.

Si può davvero studiare più velocemente?

Sì, ma non leggendo più in fretta: la lettura veloce riduce la comprensione. Si guadagna tempo eliminando le attività che danno l'illusione di studiare e usando quelle che fissano il ricordo al primo colpo.

Il tempo di studio si perde soprattutto in tre modi: rileggere pagine già lette, evidenziare quasi tutto e ricominciare da capo perché, dopo una settimana, non si ricorda più niente. Una revisione di dieci tecniche di studio pubblicata nel 2013 da John Dunlosky e colleghi classifica proprio la rilettura e l'evidenziazione tra le tecniche a utilità bassa, mentre l'autointerrogazione e la pratica distribuita sono le sole due a utilità alta.

E la lettura veloce? Nel 2016 Keith Rayner e colleghi hanno passato in rassegna le ricerche sulla lettura e sui corsi e le app di speed reading: esiste un compromesso tra velocità e comprensione, ed è improbabile raddoppiare o triplicare la velocità (per esempio da circa 250 a 500-750 parole al minuto) capendo il testo come prima. Scorrere un testo va bene per farsi un'idea generale, non per prepararsi a un'interrogazione.

La buona notizia è che il tempo guadagnato con il metodo giusto è enorme: non perché ogni pagina si studi in metà tempo, ma perché non devi ristudiarla tre volte.

Il metodo in 6 passi

Parti dalle domande, fai una lettura esplorativa, leggi un paragrafo alla volta interrogandoti, lavora a blocchi con pause, ripassa a intervalli crescenti e proteggi il sonno prima dell'esame.

I sei passi del metodo: i dettagli di ognuno sono nelle sezioni qui sotto.
PassoCosa faiTempo che fa risparmiare
1. DomandeLeggi programma e domande d'esame prima del libroNon studi con lo stesso impegno ciò che non verrà chiesto
2. Lettura esplorativa5-10 minuti su titoli, grassetti, schemi e sintesi finaliLa lettura vera è più rapida perché sai dove va il testo
3. Lettura attivaUn paragrafo, libro chiuso, ripeti a parole tueEviti la seconda e la terza rilettura
4. Blocchi e pause25-50 minuti concentrati, poi una pausa breve senza telefonoMeno minuti persi tra notifiche e distrazioni
5. Ripassi distribuitiAutointerrogazione dopo 1, 3, 7 giorniNon ristudi da zero ciò che avevi dimenticato
6. SonnoNiente notti in bianco prima dell'esameIl ripasso della sera si consolida durante la notte

1. Parti dalle domande, non dalla prima pagina

Prima di aprire il libro guarda cosa ti verrà chiesto: programma, domande delle interrogazioni o degli appelli passati, esercizi di fine capitolo. Ti dicono quali parti approfondire e quali basta capire.

A scuola, chiedi all'insegnante quali paragrafi sono in programma e come interroga: una verifica di storia a domande aperte si prepara in modo diverso da un test a crocette. All'università, la scheda dell'insegnamento indica testi e modalità d'esame, e le domande degli appelli precedenti mostrano il livello di dettaglio richiesto.

Poi trasforma i titoli dei paragrafi in domande: «La crisi del Trecento» diventa «Quali furono le cause della crisi del Trecento?». Leggerai il paragrafo cercando una risposta, e una lettura con uno scopo è più veloce e più attenta di una lettura passiva.

2 e 3. Lettura esplorativa, poi lettura attiva

Dedica pochi minuti a una panoramica del capitolo, poi leggi un paragrafo alla volta: alla fine chiudi il libro, ripeti a parole tue i concetti chiave e controlla cosa ti è sfuggito.

La lettura esplorativa serve a costruire l'impalcatura: titoli, sottotitoli, parole in grassetto, figure, riquadri di sintesi. In pochi minuti sai di cosa parla il capitolo e in che ordine, e ogni informazione nuova trova subito il suo posto.

La lettura attiva è il cuore del metodo. Leggi un paragrafo, chiudi il libro e prova a dire, o a scrivere in due righe, cosa hai appena letto. Se non ci riesci, rileggi solo quel paragrafo. Richiamare l'informazione a memoria è già un esercizio di autointerrogazione, la tecnica con le prove più solide: nell'esperimento di Henry Roediger e Jeffrey Karpicke (2006), gli studenti che dopo una lettura si mettevano alla prova ricordavano di più, a distanza di una settimana, di quelli che avevano riletto lo stesso testo.

Evidenzia solo dopo aver ripetuto, e solo le parole chiave: se sottolinei durante la prima lettura, finisci per colorare metà pagina.

4. Studia a blocchi con pause, telefono lontano

Lavora in blocchi di concentrazione piena, per esempio 25 minuti con la tecnica del pomodoro o 50 se sei allenato, seguiti da pause brevi. Il telefono resta in un'altra stanza, non capovolto sul tavolo.

La tecnica del pomodoro, ideata da Francesco Cirillo alla fine degli anni Ottanta, prevede 25 minuti di lavoro e 5 di pausa, con una pausa più lunga ogni quattro pomodori. Non esiste una durata perfetta dimostrata dalla ricerca: il valore del metodo è rendere il tempo misurabile e proteggerlo dalle interruzioni. Se 25 minuti ti sembrano pochi, prova blocchi da 45-50 minuti con 10 di pausa.

Durante la pausa alzati, bevi, guarda fuori dalla finestra. Scorrere i social non è una pausa: riempie la mente di altro e rende più faticoso ripartire.

5. Ripassa a intervalli crescenti e mescola gli argomenti

Il tempo più sprecato è ristudiare da zero ciò che hai dimenticato. Brevi ripassi a memoria dopo 1, 3 e 7 giorni costano pochi minuti e rendono il ricordo stabile fino all'esame.

È la ripetizione dilazionata: gli stessi minuti di ripasso, distribuiti nel tempo, producono ricordi molto più duraturi che se concentrati in un'unica sessione. Trovi il calendario completo G+1, G+3, G+7, G+14, G+30 nella guida dedicata.

Negli ultimi ripassi mescola capitoli e tipi di esercizi invece di farli in blocchi. In un esperimento di Doug Rohrer e Kelli Taylor (2007), gli studenti che avevano esercitato problemi di geometria mescolati, invece che raggruppati per tipo, hanno ottenuto risultati molto migliori al test di una settimana dopo. All'esame gli argomenti arrivano mescolati: conviene allenarsi così.

6. Il sonno fa parte dello studio

Durante il sonno il cervello consolida ciò che hai imparato durante il giorno. Una notte in bianco prima dell'esame toglie proprio il consolidamento dei ripassi più recenti, oltre alla lucidità.

La revisione di Susanne Diekelmann e Jan Born (Nature Reviews Neuroscience, 2010) riassume anni di ricerche sul ruolo del sonno nel consolidamento della memoria. Per chi studia la conseguenza è pratica: ripassa la sera, dormi, e la mattina fai un breve richiamo a memoria invece di rileggere tutto.

Esempio: 20 pagine di Diritto privato in 2 ore

Venti pagine dense di un manuale universitario in due ore si possono fare solo con una lettura attiva, domande e ripasso immediato. Ecco un piano minuto per minuto sul capitolo delle obbligazioni.

Se il capitolo è nuovo e molto tecnico, due ore potrebbero non bastare, e va bene così: meglio 12 pagine capite che 20 lette. Quanti minuti ti servono per pagina lo scopri misurandoti su un paio di sessioni, e da lì pianifichi il resto del programma.

Piano indicativo: le domande sbagliate sono il punto di partenza del ripasso del giorno dopo.
MinutiAttività
0-10Lettura esplorativa: titoli dei paragrafi, articoli citati (1173, 1174, 1176, 1218 c.c.), riquadri
10-35Pagine 1-7: un paragrafo alla volta, libro chiuso, ripeti a voce
35-40Pausa
40-65Pagine 8-14, stesso metodo; annota a margine le domande che ti vengono
65-70Pausa
70-100Pagine 15-20, stesso metodo
100-120Scrivi 10-15 domande sul capitolo e rispondi senza libro; segna quelle sbagliate

Gli errori che rallentano davvero

Rileggere, sottolineare tutto, ricopiare gli appunti in bella, studiare con il telefono accanto e rimandare tutto all'ultima settimana sono le abitudini che fanno perdere più ore.

  • Rileggere il capitolo tre volte invece di interrogarsi una.
  • Evidenziare durante la prima lettura: metà pagina colorata non aiuta a scegliere.
  • Ricopiare gli appunti in bella: sembra studio, ma è soprattutto scrittura.
  • Fare riassunti lunghi quanto il capitolo invece di trasformarlo in domande.
  • Studiare con il telefono a portata di mano e le notifiche attive.
  • Concentrare tutto negli ultimi giorni: niente spazio per i ripassi distribuiti.

Come Revizly ti fa risparmiare tempo

La parte più lunga del metodo è preparare domande e flashcard. Revizly le crea dal PDF, dalle slide o dalle foto del tuo corso, insieme a un riassunto e a un quiz, dopo aver creato un account gratuito.

Carichi il materiale del corso e ricevi riassunto strutturato, schema, flashcard programmate con la ripetizione spaziata e quiz a risposta multipla con correzione. Il tempo che avresti speso a scrivere le carte lo usi per interrogarti. Controlla sempre i materiali sul testo originale: qualsiasi strumento di IA può sbagliare.

Verifica cosa hai capito

Rispondi alle 7 domande qui sotto senza rileggere l'articolo, poi leggi la spiegazione di ogni risposta: è la stessa autointerrogazione che ti proponiamo di usare sui tuoi capitoli.

Mettiti alla prova

Punteggio: 0 / 7 corrette0 / 7 risposte date
  1. Domanda 1 di 7

    Secondo la revisione di Rayner e colleghi (2016), che cosa succede con la lettura veloce?

  2. Domanda 2 di 7

    Quali tecniche la revisione di Dunlosky (2013) considera a utilità alta?

  3. Domanda 3 di 7

    Che cosa fai alla fine di ogni paragrafo durante la lettura attiva?

  4. Domanda 4 di 7

    Quanto dura un «pomodoro» nella tecnica di Francesco Cirillo?

  5. Domanda 5 di 7

    Nell'esperimento di Rohrer e Taylor (2007), che cosa ha funzionato meglio?

  6. Domanda 6 di 7

    Perché conviene non fare la notte in bianco prima dell'esame?

  7. Domanda 7 di 7

    Da dove conviene partire per preparare un esame velocemente?

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Domande frequenti

Quante pagine si studiano in 5 ore?

Dipende dalla densità del testo e da quanto lo conosci già. Un romanzo si legge in fretta, un manuale di diritto o di chimica molto meno. Misura quanti minuti ti servono per pagina in un paio di sessioni con lettura attiva e pianifica da lì, senza contare le pause.

Come studiare 100 pagine al giorno?

È possibile solo su testi che conosci già o che vanno capiti a grandi linee. Su materiale nuovo e denso, 100 pagine al giorno significano lettura passiva e ricordo scarso. Meglio iniziare prima e distribuire il programma su più giorni, con ripassi brevi.

È possibile studiare 20 pagine in 2 ore?

Spesso sì, con una lettura esplorativa iniziale, un paragrafo alla volta a libro chiuso e 20 minuti finali di domande. Su un testo molto tecnico e nuovo potrebbero servire più ore: meglio capire meno pagine che leggerne di più.

Qual è il metodo dei 10 minuti per studiare?

Non esiste un metodo ufficiale con questo nome. Di solito si intende la regola anti-procrastinazione «inizia per soli 10 minuti», che aiuta a superare il blocco iniziale; a volte un ripasso di 10 minuti a fine giornata. Entrambe le idee sono utili, ma non sostituiscono lettura attiva e ripassi distribuiti.

Come studiare velocemente e ricordare tutto?

Ricordare tutto non è realistico, ma ricordare ciò che serve all'esame sì: interrogati a memoria invece di rileggere, ripassa dopo 1, 3 e 7 giorni e dormi a sufficienza. Sono le tecniche con le prove scientifiche più solide.

Fonti

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